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giovedì 25 ottobre 2018

SHIVARATRI - lo spirito incontra la materia


Shivaratri, la festa indiana che celebra il matrimonio di Shiva con la sua sposa Parvati.
Shiva è la divinità che rappresenta il Creatore/trasformatore.
Nella storia e nel presente indiano, Shiva è l'appello al riconoscimento della Realtà Divina, attraverso il percorso infinitamente creativo dell'esistenza, Egli viene infatti rappresentato con infiniti epiteti e volti, a ricordare che la creazione è un atto sperimentale e che il divino risiede in ogni aspetto della manifestazione stessa. Attraversando lo sperimentarsi nel mare della vita con tutti i suoi aspetti, gioia, dolore, desiderio, attaccamento, e distruzione degli stessi, nel cambiamento; all'uomo è dato di riscoprirsi origine della manifestazione stessa, solo una volta che la si sia conosciuta e integrata completamente.
Ecco che il divino Shiva rappresenta una guida nella foresta intricata dell'esistenza, una guida attiva in ogni aspetto del vivere.
I modi in cui Egli incarna la via che ristabilisce l'ordine cosmico nell'umano, sono quindi molteplici, sono i volti attraverso cui la mente crea la vita stessa, siano essi volti oscuri o luminosi e armonici. Shiva ci dice ché è solo nell'attraversare il mare dell'esistenza, nell'immergercisi conoscendone ogni anfratto, anche il più oscuro, che l'uomo poi cercherà di risalire, ricercherà nuovamente la Luce, la pace, credute perse o meglio dimenticate.
In questi giorni Lord Shiva mi accompagna e insieme ci accompagna nell'aspetto dell'unione fra maschile e femminile.
Vedremo che non è un processo così ovvio, scontato, è in verità molto profondo e vasto.
Per parlare di uomo e donna, di luce ed ombra, di polarità , potrei riferirmi semplicemente a Dio, o potrei collegarmi ad altre divinità più vicine al nostro emisfero terrestre, però in questi giorni, è Lord Shiva che fa la sua comparsa ad ispirare questa mia mente.
Come insegnante di yoga e maestra di meditazione, mi lascio guidare da questa Fonte ispiratrice e accolgo il significato di “Shivaratri”, festa del matrimonio sacro e vi parlo dell'importanza di quest'unione.

IL DIO SAPIENZA INFINITA risiede nella parte spirituale, elevata della mente umana. Egli quale Fonte dell'uomo stesso e Potere della sua stessa manifestazione è quella lanterna (scintilla di Luce) profondamente nascosta,
essenza della vita e nel contempo essenza energetica dello stesso respirare umano, del vedere, annusare, toccare, pensare, riprodursi.


Shiva il Dio del creato cammina con noi nell'esistere quali uomini e quali esseri divini a nostra volta, in quanto di Lui partecipi in essenza.


Che dire di Lei, la madre, la donna, la figlia, il colore, il suono, il tatto, il coraggio, la paura, il tocco, il riverbero, il frangersi dell'onda al mattino, all'alba di ogni giorno, al tramonto di ogni giorno.


Che dire del volto di Shiva rispecchiato nel mondo: eccolo è la Dea.
Cosa ne hai fatto del tuo mondo, del mondo in te nascente uomo?
Sei nato e hai dimenticato chi sei, da dove vieni, dove è il vero destino del tuo cuore infinito.
Allora uomo, corri, scappa, lavora, suda, pensa, raccogli i frutti, i buoni e i cattivi, dimenticati di me, odia tua moglie, tradiscila, odia il tuo amico, tuo figlio, gli animali che con te camminano nella natura. Uccidi, ruba, corrompi ogni pensiero di bellezza. Un giorno, dopo che sarai distrutto, spezzato dalla tua stessa logica, quando la materia del tuo corpo sarà logorata e marcia, dovrai tornare a me.
Io sono qui, sono sempre stato qui, ti ho visto soffrire e amare, ti ho visto nascere come uomo, e come dio sei sempre stato qui con me, eternamente qua.
Quando tornerai, allora quel giorno io e te saremo nuovamente uniti, laddove tu avevi lasciato, da dove eri scappato in cerca d'avventura. Ma sappi che la scena è la stessa, sarai tornato alla stessa riva da cui partisti, solo che ora saprai chi Sei.
O vita, si ci sposeremo, quando avrai rimparato ad amarmi, avrai ricordato il tuo amore per me, avrai ricordato di nuovo, che il tuo corpo e il corpo del mondo, del cosmo e quello della natura sono la mia sposa, sono la tua sposa in quanto tu sei un dio.
Quando il dolore e l'oblio ti avranno distrutto nel corpo e rafforzato nella volontà, tanto da ribellarti al demone che ti ha soggiogato, allora ti prenderai cura di te, allora ti guarirai, guarirai la tua sposa che è il tuo corpo cosmico e terreno. La guarirai nella preghiera meditativa, nell'introspezione, nell'azione giusta, nella bontà ritrovata, nell'arte evolutiva, nel desiderio di riunirti a Me, a Te, che ti indurrà nella giusta azione verso te stesso, verso gli uomini, verso la natura, verso il divino.
Solo allora Lei salirà lungo il tuo asse mistico, il tuo albero magnifico, e ti abbraccerà, ti risveglierà, ti ricorderai di amare, di amarti, di amarla, di essere ciò che sei, dio manifesto.


E così anche questa storia trova il suo lieto fine.
Così nel risveglio della conoscenza tramite l'amore che ha soppiantato la illusoria sofferenza, anche ogni coppia potrà durare.
Senza questo cammino tutti prima o poi si separano, tutti prima o poi si ritroveranno. Prima o poi sapranno riscoprirsi in Lui, in Lei. Solo allora in ognuno si festeggeranno le sacre nozze del Dio che ha incontrato la sua sposa.
Ma come ha fatto ad attrarla a sé, ad elevarla al punto da poterla abbracciare nell'unità cosmica e divina? Come ha fatto la creazione madre a ritrovare la strada verso di lui? l'ha fatto da sola?
Come ha potuto scoprirsi bellezza creativa senza la sua parte organizzata, senza l'intelletto superiore che sa interpretare le leggi divine e umane per poi organizzarle. Si perché a lei spetta l'intuito, e la creazione, la saggezza l'aggiunge lui.
E Lui, il suo maschile, colui che organizza gli eventi nel mondo, colui che riscopre la scienza (in lei) per darle forma perfetta, organica e condivisibile, ha potuto svolgere da solo il suo compito di Re del Mondo o del suo piccolo mondo?
La risposta è già insita nelle domande, ed è no, nessuno dei due può creare un mondo di Saggezza, di calore e di bellezza da solo.
Il lato maschile in ognuno, ha dovuto contemplare a sua volta la lotta, la solitudine, l'aridità della mente raziocinante priva di intuito e di bellezza. Ha dovuto scoprire la durezza della materia inaridita perchè dimentica della sua Fonte di Luce spirituale. Ha dovuto uccidere il proprio fratello per conquistare un pezzo di terra spenta. Ha dovuto vivere a lungo nell'oblio e quindi ha dovuto vivere la separazione da lei, il suo femminile intuitivo, creativo, evolutivo.
Poi la rivincita sulla lotta, tramite l'amore e la forza.
Dopo la grande distruzione, dove solo il deserto più è rimasto a soffocare il respiro, a seccare la pelle, a estinguere ogni traccia di umanità; la presenza rafforzata dalla lotta, dalla conquista dell'intelligenza pratica, della tecnologia, della capacità concentrazione acuita dagli sforzi vissuti, inspessita di conoscenza e di saperi conquistati con forza e volontà, torna a splendere in lui accesa dal richiamo dell'amata che vuole assolutamente risorgere, vibrare, cantare ancora le lodi al creato, la bellezza, l'amore.
Da quel momento lui, ha aiutato la sua parte divina e creativa, ha risvegliato in lei l'intuito, la grazia, l'ha seguita in ogni sua impresa incoraggiandola, l'ha spronata a non mollare, si è affidato alla sua gentilezza, si è nutrito delle sue arti, ha respirato le sue essenze, si è lasciato portare dal non sapere con fiducia e abbandono ascoltando dal centro del petto.
Così Parvati è cresciuta, è cresciuta ed è potuta salire insieme a lui, nell'intreccio divino dell'albero della vita e insieme hanno raggiunto l'altare.
Nella sommità del capo, fra le fronde arboree, si sono amati eternamente, così come da sempre è stato ed eternamente E'.
Il sacro rito si compie nel nome dell'unione mistica, nel nome dell'evoluzione interiore dell'uomo, unione acquisita però nel terreno della ruvida materia vivente, della tenebrosa mente inconscia; mente che ora sa, sa che tutto può essere, che tutto è possibile in ogni momento, che il tempo del risveglio e dell'unione è alle porte dell'alba di questa nuova era. Le porte si sono aperte, basta soltanto accedervi.







mercoledì 17 ottobre 2018

PASSEGGIATA NEL FLUSSO


PASSEGGIATA NEL FLUSSO

Creare senza trattenere, la musica

Guardo il mio strumento, lo accarezzo, è bello, suona con me e mi rende felice, noto però in lui qualcosa che me lo fa percepire distaccato, non aderente a me. Non riesco a sentirlo completamente parte di me, come oggetto, perché percepisco la sua individuale presenza, autonoma, non mia.
Lui mantiene una sua distanza personale.
La sua natura materiale manifesta distacco fra i nostri 2 corpi: fra la mia materialità, le mie mani e il corpo intero e la sua materialità, i tasti metallici e tutto il resto che lo compone.
Eppure contemporaneamente percepisco fra noi il passaggio di corrente che si crea quando si attua la mia volontà di suonare, lo guardo e decido di entrare in contatto con lui, ed ecco che lui è li, pronto disponibile a permettere che il suono accada.
Il mio desiderio accende la volontà e permette che il flusso si attivi. Poi in un secondo momento sopraggiunge la creatività.
In questo accordo, dove mi lascio portare, accordo che fonde insieme la ricerca tecnica e la passione creativa, si aprono nuovi stimoli, è una porta che si apre nell'infinito.
Lui, il vibrafono, si rende veicolo e mezzo del flusso, potenziale infinito del suono.
Anche se i nostri corpi materiali non si toccano, i nostri livelli sottili, energetici si aprono al passaggio dell'universo sonoro, dell'ispirazione, della conoscenza della musica.
E' come entrare in una immensa stanza dove man mano che la osservi scoprendola, ne accendi i lumi, entrando in contatto con qualche sfumatura del suono, del sapere sul suono, delle memorie lasciate, trasmesse, sul suono, sulla musica.

Un altro flusso, nel flusso

Camminano sereni nell'immensa prateria, orso e orsa.
E' una giornata ventilata, fresca di primavera o forse di fine estate, chissà.
Plasmare la vita, dice lui, è si plasmare la vita aaahh.
Cosi l'universo non smette mai di auto generarsi.
Guarda amore quante nuvole, quanta erba, quanti fiori, se la vita non plasmasse costantemente sé stessa in un infinito gioco creativo che ne sarebbe di noi.
Tesoro, risponde lei, noi sicuramente non esisteremmo, o comunque non esisteremmo più sicuramente.!
Io plasmo ogni giorno il mio divenire ad esempio procacciandomi il cibo, nel far questo il tessuto della terra in qualche modo si modifica, il mio corpo si modifica, l'aria che respiro si modifica e questo vale anche per te cara, in ogni tua azione trasformi e crei qualcosa.
E così è per ogni cosa, la vita crea e rimodella sé stessa all'infinito.
Ah che bella frase ho creato oggi, dice l'orso.
Si tesoro, certo, pensa lei sorridendo con dolcezza fra sé e sé.
Ma, senti un po', a proposito di: “la vita plasma sé stessa”, e a me che osservo la vita qualcuno mi modella? Certo risponde orsa, tutto è plasmato da qualcos'altro. Nel gioco naturale della vita, ogni osservatore, giocatore, che è anche l'autore del gioco stesso, ogni pedina chiamiamola, dato che parliamo di gioco, influenza il moto dell'altra senza per questo arrestarne il flusso, senza trattenerla bloccandola, e il gioco si trasforma costantemente.
Riassumendo, continua orsa, in questa partita senza fine, ogni uno è contemporaneamente autore del gioco, osservatore e attore.
E non solo, aggiunge, ogni uno è anche coautore, in tutto ciò che lo circonda nel gioco della vita. Che egli lo sappia, o che tutto accada a sua insaputa, inconsciamente, secondo leggi sconosciute ai più, poco cambia, tutti gli esseri compartecipano e si influenzano vicendevolmente al fine di mantenere in atto la naturale creatività infinita dell'esistenza.
Tutto si trasforma incessantemente e ad ogni azione cambiano le possibilità del gioco.
Regola base per il mantenimento della salute e dello stato di naturale creatività del flusso del gioco: nessuno deve bloccare qualcun'altro pena gravi deviazioni, anche rocambolesche e a volte tragiche, nella partita.
Così, seguendo queste semplici regole, la vita plasma sé stessa senza possedersi, auto generandosi con naturalezza, incessantemente nel flusso della mente creativa.
L'ultima regola di cui ti ho parlato, quella del non bloccare, pena, gravi disordini, è di fondamentale importanza mio amato orso. Basterebbe infatti attenersi a questo principio, che si chiama: vivi creativamente e lascia vivere, perché l'universo si evolvesse e generasse mondi di tale bellezza, impensabili attualmente a noi giocatori di quaggiù!
Orso prende la parola dicendo:” ah come ad esempio, tanto per capirci meglio, se io fossi geloso e ti trattenessi a forza, ti avrei già persa nel cuore. Oppure, se avessimo voluto trattenere i nostri figli per amore ( o egoismo), li avremmo costretti a fuggire di nascosto, nella notte buia inducendoli a rischiare il peggio nelle nostre fredde e pericolose lande; oppure se fossero stati più deboli o insicuri sarebbero rimasti a casa ma sarebbero cresciuti fragili e incapaci di ricreare a loro volta un nuovo nucleo, una nuova vita. No no, non sia mai detto, meglio vivere e lasciar vivere, anzi vivere e far vivere, che significa annaffiare con consapevolezza, amore e libertà ogni pianta di questo grande giardino planetario”.
Siamo perfettamente in sintonia, dice lei al suo compagno e continua:
Se ti permetti di fluire, se accetti che tutto scorra, che le cose cambino, se accetti di non voler per forza possedere tutto quello che tocchi, se ti affidi all'abbondanza infinita della natura con gentile rispetto e riconoscenza, non hai bisogno di trattenere o di bloccare nulla, tutto procede nella sua dimensione naturale, la CREATIVITÀ INFINITA!
Devo confessarti che esiste però un segreto sconosciuto ai più, te lo voglio rivelare, sempre che ti interessi.
Ma certo, oggi possiamo passeggiare senza intoppi, possiamo fluire fra l'erba, l'aria, la luce e i nostri pensieri creativi.
Quindi prego cara, parla.
Bene, l'orsa abbassa un po' la grande testa bruna e avvicina la zampa alla bocca, come per non farsi sentire e dice: il segreto consta nel fatto che l'essere, in un tempo ormai dimenticato, fuorviato da circostanze che causarono desideri inattesi, prese parte ad azioni che modificarono il gioco originario di questo pianeta, modificando con ciò le regole auree della creazione, stabilite nelle antiche ere dall'insieme degli esseri amorevoli e saggi e rispettate da tutti nel grande universo in continua evoluzione.
Accadde così che il gioco, fuoriuscito dal suo tessuto naturale, generasse delle aberrazioni.
Così di epoca in epoca, esperienza dopo esperienza, si concatenarono nel normale flusso del divenire creativo, informazioni e nuove esperienze vissute sempre meno in simbiosi con il tutto, sempre più slegate dal flusso della grazia. Per essere corretti, le esperienze di vita furono percepite dagli esseri viventi come separate, slegate, isolate dal tutto, poiché in verità il tutto è e sempre rimarrà un tutt'uno, la differenza poggia solo nell'angolo prospettico!
Ed ecco qui l'essenza di questo segreto: alcuni mondi materiali come il nostro, divennero contraddittori, appesantiti dall'idea di diversità di separazione, di isolamento. Questo stato creò la necessità di superarlo, di trovare pace, armonia, inducendo gradualmente e quasi inconsciamente alla riunione con l'unità originaria.
Per superare il gioco disarmonico e raggiungere nuovamente il flusso armonico e quindi il benessere, in questi mondi fu progettato di servirsi proprio “dell'anomalia” per risvegliarsi e ritornare al flusso originario, alla grazia. Non fu affatto un gioco da ragazzi, ma in questa partita il dolore diventa il fardello che se riconosciuto, può diventare il trampolino di lancio per la guarigione in quanto ti spinge a cercare il ben-essere. Insomma queste aberrazioni sono in realtà le pietre miliari da rivelare e poi ripulire, da trasformare per tornare al gioco originario dove, bisogna ammetterlo, si sta parecchio bene, non credi tesoro?

O sì, oggi sembra un giorno di quelli, sembra proprio di essere nel flusso originario, senti che aria orsa, guarda che colori tingono i nostri mantelli ed ogni altra cosa e poi, il tuo calore, i tuoi occhi, ah che bellezza!!
Concludendo con questa stravagante ma fondamentale diserzione, ti posso confermare che tutt'ora lo stato di pesantezza e la sensazione di separazione vigono nel nostro pianeta.
La sofferenza, le idee confuse e spesso sbagliate, la malattia e così via, la fanno da padrone.
Ma ora sappiamo che esiste per tutto una pedina da giocare.
Per questo tipo di gioco, la pedina si chiama amore.
Questa sostanza armoniosa e rasserenante, è l'unica in grado di ristabilire l'ordine.
Ti voglio a questo proposito fare dono di un mio personale escamotage di pronto soccorso, semmai dovesse servirti.
Senti un po qua.
Sono tutto orecchie..
Dovesse succedere che vecchi ricordi, piccoli o grandi dolori riaffiorassero, basterebbe prenderne coscienza un momento respirando lentamente per qualche istante, poi si dovrebbe racchiuderli mentalmente in un prezioso lembo intessuto del tuo sentimento più sincero, e infine appoggiarlo con l'immaginazione nel flusso del fiume sacro della vita.
Prima di lasciarlo andare, è importante che tu sia consapevole che tutto scorre, che nulla è fatto per essere trattenuto, che la natura dell'esistenza è flusso creativo in continuo movimento armonico e in comunicazione con ogni altra cosa esistente. Con questa chiarezza nella mente, lascia che l'energia d'amore della vita che scorre nel fiume, porti via per primi la rabbia e l'odio accumulati, immaginando queste emozioni come fossero entità a sé stanti. Dopo aver atteso che il fiume torni leggero e splendente lucente, benedici con amore il ricordo e concediti un momento per riconoscere il servigio che ha apportato nella tua vita. Lascia ora che il fuoco d'amore universale lo trasformi facendolo scomparire nel fiume sacro. La memoria tornerà nella polvere del tempo, nelle particelle di materia originaria dei pianeti, nei frammenti di stelle dell'universo.
Il flusso di una nuova energia vitale armoniosa e leggera, dopo tutto questo, ti avvolgerà.














Nulla viene distrutto, panta rei disse un giorno un amico antico.
Bello, bellissimo, sicuramente, dovessi star male per qualsiasi motivo, ci proverò.

Il cielo cambiava colore, diventava più scuro, di un meraviglioso colore rosso e azzurro, intenso e meraviglioso. Orso e orsa camminavano lentamente e serenamente cercando con il fiuto e con lo sguardo un posto per trascorrere la notte.





giovedì 2 agosto 2018

LA MENTE SI OSSERVA E SI RICONOSCE



Sullo sfondo grigio: grate, inferriate, prigioni
e davanti....

Cammina libero il Pavone
Armonia, Eleganza, Bellezza e Libertà

Questa è l'alternanza
che vive la mente


Tra il suo stato Essenziale
che è Libertà e Bellezza
e il suo stato duale
che è lotta fra questo e quello

Eppure il potere dell'umano
consta proprio nell'usare la sua mente per vederla.
Camminare su questo grigio della materia
e vedere sé stesso
così da poter elevarsi, riconoscendosi come autore del torpore e CoAutore della Grazia, stato di Libertà e Bellezza.

Un amico diceva sempre : portare Casa qua!

lunedì 27 marzo 2017

RESPIRAZIONE YOGA, tra salute psicofisica e sviluppo della Consapevolezza



Nello yoga si utilizzano varie tecniche di respirazione, una delle quali è il respiro ritmico quadrato, cioè in quattro fasi di ugual durata.
Nella prima fase Puraka, si inspira contando un certo numero di tempi, nella seconda fase anthara kumbhaka, si trattiene il respiro a polmoni pieni per lo stesso numero di tempi, nella terza fase rechaka, si espira sempre per lo stesso numero di tempi, nella quarta fase, bahia kumbhaka, si rimane in sospensione del respiro a polmoni vuoti, ancora per lo stesso numero di tempi.
E’ risaputo che quando si respira si assumono ossigeno, vari gas presenti nell’aria e il prana, l’energia vitale che permea il creato e dà vita a tutto ciò che esiste.
Il prana oltre ad essere un elemento carico di energia vitale è anche un elemento psichico in quanto si carica delle memorie di ciò che viene sperimentato vivendo, veicolando così i contenuti mentali ed emozionali di ogni esperienza vissuta e trasportandone l’informazione nel corpo fisico.
L’atto del respirare per quanto spontaneo è il mezzo attraverso il quale si entra in contatto con il mondo esterno, cioè il mondo che la mente crea, interpreta, elabora, assimila, trasforma. Senza respirare si arrestano i processi vitali del corpo e quindi della mente, la quale smette di captare, di pensare, di creare l’esistenza che chiaramente appare in sé stessa.
Questo dimostra quanto il controllo del respiro possa divenire un mezzo per osservare e conoscere la mente, potendo così dirigerla inoltre, verso la sua trasformazione e il suo raffinamento evolutivo.
Da un punto di vista fisiologico respirare in maniera profonda, lenta e consapevole permette una profonda detossinazione del sangue, la sua rigenerazione, cosa che in un respiro corto e superficiale non può attuarsi.
Da un punto di vista mentale/emozionale aiuta a sviluppare la capacità di controllo sulle forme pensiero perché rallentando il respiro si può osservare come e cosa si stia pensando. Questo permette di metter mano ai processi della mente e di trasformarli con le tecniche appropriate.
Da un punto di vista spirituale, il controllo del respiro porta alla profonda trasformazione della mente.

Le fasi del respiro nella pratica psicofisica.
Inspirazione: attiro la forza e la porto dentro di me, posso indirizzarla verso un punto specifico del corpo durante un asana (posizione).
Trattenere a polmoni pieni: accumulo la forza nella parte prescelta, posso anche inserire un mantra, un concetto, caricando così la forza di una qualità specifica.
In questa fase posso assumere posizioni di sforzo perché il cuscinetto d’aria che ho creato mi salvaguarda dal caricare troppo peso in alcune parti, evitando così i rischi della compressione nelle articolazioni ossee.
Espirazione: l’energia accumulata ed anche eventualmente informata, viene distribuita ovunque, è una fase di espansione dove ciò che si è caricato si rende ora disponibile. Questo aspetto è molto importante perché mette in atto un processo di riprogrammazione dei contenuti preesistenti somatizzati nel corpo fisico ed energetico.  Questo accade perché la qualità del respiro resa cosciente ed informata, nel suo passaggio modifica ciò che trova apportando il proprio contenuto. Durante questa fase, le energie “vecchie” in eccesso, vengono rilasciate.
Trattenere a polmoni vuoti: questa fase della respirazione permette di assaporare un momento di pausa fra un’azione e l’altra. Essa risulta per questo calmante, rilassante, rigenerativa. Dopo di ché, si è pronti per ricominciare!

Le fasi del respiro come sviluppo dell’Autocoscienza
Brahman, l’Assoluto, quiescente, si manifesta eternamente per mezzo della Luce.
La Luce crea il mondo, che la mente realizza, tramite il dipanarsi delle tre Forze Primarie: il Sapere Infinito (Brahma il creatore); l’Amore Infinito (Vishnu il mantenitore); il Potere Creativo Infinito (Shiva il trasformatore).
Quando inspiro metto in atto il meccanismo che desidero, lo attivo in me in quanto creatore del mio stesso desiderio. In questa fase manifesto brahma il generatore, autore e attore dell’idea che è sapere.
Quando trattengo l’aria nei polmoni manifesto Vishnu, l’amante eterno della creazione, senza di Lui ogni singolo atomo, particella, contenuto e informazione andrebbero perduti nel vuoto infinito e nulla verrebbe creato. Sono l’amore, il collante, il magnete, il mantenitore del desiderio della creazione di esistere.
Quando espiro manifesto Shiva, il trasformatore. Rendo disponibile l’amore che ho risvegliato, il sapere del quale ho preso coscienza e ne faccio dono ad ogni parte del mio essere che in tal modo ricorda da dove trae origine, in me si risveglia il ricordo cosciente della mia natura umano/divina. Attraverso Me inoltre i vecchi contenuti ormai obsoleti, forse anche erronei su me stesso, si dissolvono. Così espirando ripristino la mia natura originaria che è Amore e amore di me.

Quando rimango a polmoni vuoti manifesto Brahman, la mia Fonte, il punto in cui Io Sono Origine e dissoluzione dell’io. Dimenticando me stesso nella pausa del respiro, il mondo tace e io bevo alla Fonte rigeneratrice alla quale ad ogni istante faccio ritorno prima di ricrearmi, nell’eterno gioco del respiro della vita.

sabato 5 novembre 2016

VOLTI DELLA CREAZIONE - LA LUNA




LUCE ED OMBRA
Gli Illuminati, i Santi e i Saggi lo sanno, poiché sono coloro che hanno compreso la propria Vera natura e la natura di ciò che si manifesta. Nei testi sacri vi è scritto, nelle leggende di tutto il pianeta narrato, che il Creatore è la Fonte, la Luce Spirituale dalla quale tutto prende vita.
Ma questa Luce divina generatrice di ogni cosa visibile e invisibile cos’è?
La Luce è la vibrazione originaria che contiene in Essenza tutta l’Informazione
(il Sapere Divino, origine di tutto ciò che già è conosciuto e di ciò che è ancora solo potenziale) , tutto l’Amore (il potere aggregante armonico: la Beatitudine che si fa amore terreno, magnetismo, polarizzazione), tutto il Potere Creativo (Azione, dinamismo che mette in atto tutti i processi costitutivi delle forme della creazione) attraverso i quali ogni cosa prende vita.
Questi tre aspetti costituiscono la Coscienza Universale, da alcuni chiamata Matrix divina, che dispiegandosi tramite l’energia informata, polarizzata e creativa, da vita a tutti i processi vitali dell’esistere infinito.
Dunque il Creatore è la Fonte e la Coscienza è la sua Luce/emanazione, la sua creazione appunto.
Gli uomini Saggi della terra, raccontano che la Creazione, in qualsiasi forma o dimensione si manifesti, essendo una propagazione della Luce Originaria, contiene la scintilla (essenza) della sua Origine in ogni sua più piccola particella; ma che al contempo, essendo essa creata, si trova ad essere in un certo senso, separata dalla Fonte stessa.
Così la creazione (manifestazione della Coscienza Infinita) assume l’aspetto dell’ombra in quanto priva di luce propria, ed è il riflesso della Fonte Originaria, il Creatore.
Questo stato di divisione illusoria permane fino a che essa, la creazione, non si autoriconosce, tramite l’esperienza, come Luce, e si identifica completamente in Essa divenendo così “forma di Luce autocosciente”.



EPITETI DELL’OMBRA, LA DEA LUNARE
Al Creatore sono stati attribuiti infiniti nomi fra i quali “Sole Divino, Padre Sole” e alla Coscienza/creazione, che rappresenta come conseguenza la sua sposa, altrettanti attributi quante sono le sue forme manifeste.
Fra queste anche la Luna viene vista in alcune culture come divinità, con le sue dee lunari che ne rappresentano gli attributi.
La Luna quindi, vista come simbolo della creazione e polo opposto rispetto al Sole, diventa l’emanazione, il riflesso, la parte oscura che di tanto in tanto prende a prestito, si illumina della Luce Divina del proprio Creatore, il quale sembra concederle per qualche momento la propria Luce. ( questa visione richiama alla mente quella religiosa di Adamo ed Eva, secondo la quale la donna nasce dalla costola dell’uomo, mentre invece il polo femminile è il simbolo di un aspetto della mente, appartenente ad entrambe i sessi. Per non dire poi, che sia uomini che donne nascono dal ventre della donna, non si capisce come possa, la donna , essere apparsa dopo il maschio).
Comunque sia, la luna sorge di notte, cioè in quella parte del giorno in cui non vi è luce divenendo un simbolo perfetto della rappresentazione dell’emanazione del Creatore. Essa non ha luce propria e risplende del riflesso del sole.
Solo quando è piena si fa simbolo della Luce resa cosciente, integrata, della mente illuminata sulla propria natura Reale.
Non è difficile immaginare il perché degli innumerevoli attributi conferiti alla luna, intesi come specchio di alcuni segmenti della mente umana.
Luna che governa l’inconscio, cioè quello che non si conosce, (l’ignorare la propria natura, esserne all’oscuro).
Luna che governa le emozioni anch’esse inconsce, istintive, la quali sono spesso instabili, inattendibili, soggettive (essere lunatici, cioè soggiogati dalle emozioni).
Luna che ispira gli artisti, i creativi, i poeti e i sognatori, poiché questi non seguono le regole della mente logica, segmento della mente attribuito alla parte solare, chiara, luminosa.
Luna che risveglia le paure e le tentazioni più disparate, dalla libido alle droghe, in quanto tendenze che sorgono dagli istinti profondi non governabili con la logica, dal bisogno di evasione, di fuga, di piacere, tutti aspetti che sfuggono alla logica della luce solare chiara e ordinata/ordinaria.
Le caratteristiche lunari come abbiamo visto, da tempi immemorabili, sono state associate al lato femminile in quanto polo opposto del sole, epiteto maschile, ed inoltre per il fatto di racchiudere in sé le qualità della creatività, della sensibilità, dell’emotività, dell’intuizione, della passività ricettiva nel senso che accoglie in sé. Vediamo ad esempio la procreazione e la maternità (anche la fertilità stessa nella donna sembra essere influenzata dalle fasi lunari).
Nel loro insieme queste qualità sono per lo più istintive, spontanee e spesso quindi inconsce.
Nonostante ciò sono attrattive, ammaglianti, seducenti, magnetiche, animano la vita stessa.
Eppure in alcune epoche e culture la donna fu vista come elemento pericoloso, oscuro e inferiore rispetto al maschio, essendo essa condizionata da meccanismi illogici, inconsci, che inducono ad automatismi e dipendenze, debolezze che minacciano la personalità.
Ma lasciando da parte l’aspetto della maternità, si può ben capire che le qualità “lunari” riguardano non solo la donna, bensì il lato sensibile in ognuno.


EPITETI DELLA LUCE, IL DIO SOLE E LA RAGIONE
A far da controparte a quella creativa/femminile, c’è la logica o intelletto, l’intelligenza, la volontà, la capacità organizzativa, la concretezza, tutti aggettivi del maschile.
Per mezzo di queste facoltà l’umanità è in grado di sviluppare idee anche sublimi, e di darle forma concreta, cioè di materializzarle. E’ in grado di spiegare in modo intellegibile e razionale i quesiti che si presentano, organizza in modo il più possibile stabile e duraturo il proprio mondo.
Il sole rappresenta dalla mitologia ad oggi, l’archetipo della parte maschile, il sapere e l’intelletto.

LA GUERRA DEI DUE MONDI
Le qualità definite del lato maschile, nella cultura occidentale sono state prese come esempio di modello sociale ed hanno predominato nella cultura tanto da far soffocare la parte lunare femminile, additandola come debole, irrazionale e come tale addirittura pericolosa, fragile, instabile, incapace di far da esempio alla realizzazione e al mantenimento di una società in evoluzione.
Si è quindi creata una netta separazione fra logica ed emozione, una spaccatura vissuta da taluni come incolmabile, che ha portato gli uomini a schierarsi da una parte o dall’altra. L’umanità ha finito così molto spesso col soffocare la creatività e le emozioni, credendo solo nella logica, collezionando spiegazioni scientifiche per ogni cosa, oppure al contrario, gettandosi a capofitto nel mondo emozionale in modo esagerato ed anche tal volta autodistruttivo (vedi le paure inconsce che procurano conflitti di varia natura fino a causare anche psicosi o dipendenze).
Il tessuto della società non si è sviluppato in modo armonioso, ma piuttosto in modo squilibrato, fondandosi su principi di equilibrio più illusori che reali.
Sempre in lotta, in crisi e profondamente instabile, l’umanità vive in un sistema radicato sulla sofferenza e sul potere del dominio.
Ma la creazione non si basa sulla sofferenza come principio, ne tanto meno sul potere di dominare l’altro. La creazione è appunto creatività, armonia, bellezza, é pace, condivisione, gioco infinito nelle infinite potenzialità della mente creativa che trae la sua natura dalla matrice originaria; la Coscienza Divina.
La scintilla della propria Origine divina, in quanto insita in ogni forma della creazione, induce l’uomo prima o poi alla ricerca di equilibrio, di amore di gioia, di piacere, di appagamento, di condivisione, di bellezza, di libertà.
Come si può allora oggi in un mondo dove tutto è così settorializzato, separato, squilibrato, scientificamente testato, circoscritto, unire ciò che l’uomo ha così radicalmente diviso!?
Attraverso quale via l’uomo può tornare a sentirsi integrato e felice?


IL RISVEGLIO DELLA DEA
In questo momento storico nell’ambito della cultura di ricerca della nuova era spirituale, in occidente, sembra emergere in modo sempre più impetuoso, il bisogno di lasciar riemergere la parte così a lungo nascosta o trattenuta, di lasciar riaffiorare la propria sensibilità e creatività, senza doversi difendere, schermare, proteggere dagli insulti, dalle critiche, dai giudizi della logica severa e bacchettona che hanno contrassegnato tanta storia umana.
Spesso si sentono frasi come: il risveglio della Dea, il risveglio del femminino sacro e simili.
Ma cosa significa veramente?
Si tratta di scoprire le proprie emozioni?
Di riscoprirci tutti femminili o effeminanti?
Si tratta di idealizzare la figura della donna?
Si tratta di ritornare al matriarcato?
Si tratta di ritrovarsi nei boschi a fare riti per la fecondità o alla luna?
Si tratta di meditare rivolgendosi, nel tentativo di risvegliarla, una determinata divinità femminile? Di riconoscersi nella divinità?
Di aprirsi allo spirituale in sé stessi?
Di scoprire i propri talenti?
Di risvegliare l’energia primordiale?
Probabilmente si tratta di un po’ di tutto questo, o di alcuni di questi aspetti.
Ma qual è il senso profondo che si racchiude nella parole: risveglio del sacro, divinità lunare ecc.? La spiritualità insegna che la creatività e tutti gli aggettivi del “femminino”, provengono dall’essenza più profonda di ogni uomo, dal cuore che è la sede dei sentimenti e delle emozioni umane, le quali a loro volta traggono origine nell’Anima, che è il veicolo che ci accomuna alla Coscienza Divina universale.
Visto da questa prospettiva, il femminino si rivela come la fonte delle possibilità di riscatto e di evoluzione per eccellenza.
Se si tiene per buono che le emozioni e i sentimenti, se armonizzati e positivi rendono possibile lo sviluppo dell’intelligenza e dell’intuito, della creatività, attivano l’empatia, risvegliano la compassione, il perdono, la capacità di condivisione; essi si rivelano come la fonte in cui attingere gli infiniti potenziali evolutivi dell’essere umano.
Ripercorrere la strada del recupero e riconoscimento dei propri sentimenti, e di tutto ciò che vi ruota attorno, attraverso l’incontro profondamente terapeutico con la dimensione dell’Amore che abbiamo visto trae origine dalla Fonte Spirituale, rappresenta la via per risvegliare la dea in ognuno.


LA DEA LUNARE
Colui che attraverso il percorso di risveglio spirituale della propria Coscienza, ha eliminato la paura, il dubbio, il conflitto, la separazione in sé stesso e con il mondo, per mezzo dell’Amore di sé nel nutrirsi dell’Amore Universale, ha sconfitto anche la separazione fra logica ed emozione, fra maschile e femminile, fra uomo e donna. La persona che ha risolto i propri conflitti interiori vive pienamente la sua parte femminile creativa così come la propria controparte maschile, indispensabile a mettere ordine, ad evolvere e organizzare le idee creative, in un insieme chiaro e fruibile a se stesso e agli altri.
Qui nasce l’uomo integrato, il tao, e in quest’opera si evidenzia il risveglio della Dea in ognuno. Il risveglio della Dea rappresenta in ultima analisi, il risveglio del proprio potenziale e potere creativo passando attraverso la “guarigione”, l’integrazione, l’evoluzione della propria componente emotiva e la pacificazione e attivazione della controparte maschile, il sole interiore.
Il Potere Creativo che è quella forza sprigionata dalla fusione armonica dei poli, sole-luna, maschile e femminile, forza che muove gli universi dal micro al macrocosmo dandole forma, diviene a questo punto, il potenziale che permette all’individuo Liberato, di manifestare appieno ogni necessità e di creare un mondo a propria immagine, sensibile rispetto ad ogni forma vivente, consapevole e rispettoso delle leggi che governano la creazione, in continua evoluzione, in volo in uno stato di sempre maggiore e Reale Libertà.
L’immagine della luna piena in quest’ottica è un simbolo, quanto meno affascinante dell’uomo saggio cioè permeato di Luce. Simbolo del Potere Creativo in espressione. L’ombra o riflesso (la creazione) del Padre Sole si è permeata della Luce che l’ha generata ed è divenuta essa stessa fonte ed emanazione di quella stessa Luce.

E’ divenuta essa stessa Luce!

martedì 31 maggio 2016

AUDIOBOOK MEDITAZIONE GUIDATA


Le meditazioni guidate sulle case astrologiche sono dei mezzi efficaci per risolvere, armonizzare ed evolvere la mente, conoscersi più a fondo, trovare soluzioni alla vita pratica di tutti i giorni, aprere nuovi orizzonti sulla Coscienza. 

NEL link in calce troviamo l'audiobook con la meditazione guidata dall'aurtice sulla terza delle dodici case astrologiche.
Le prime due sono già uscite e la pubblicazione presso la casa editrice GoodMood andrà avanti fino alla dodicesima casa.

martedì 29 settembre 2015

MEDITAZIONE SULLA NONA CASA ASTROLOGICA


 

                                                                                                         
 LA MENTE INDIVIDUALE SUPERIORE
LA CASA DELLA SAGGEZZA

Ci sono aspetti della mente dedicati alle esigenze contingenti in cui necessitiamo di raggiungere obiettivi e scopi immediati.
Parte di noi invece si spinge oltre, alla ricerca di scoprire nuovi orizzonti, alla ricerca di soluzioni più radicali, più profonde.
La spinta verso l’ignoto, verso gli ideali, verso le ambite mete dell’anima, verso obiettivi che escono dai limiti dei canoni del quotidiano espandendo ed evolvendo la nostra personale visione del mondo.
La nona casa ci accompagna in questa ricerca.
Questa parte dell’essere è importante tanto quanto quella pratica e concreta, necessita di essere riconosciuta e vissuta a pieno soprattutto per alcuni di noi.
Resta di fatto che ognuno porta in sé aspirazioni profonde e più segrete, ognuno sente il richiamo dello spirito che vada ad integrare la spinta materiale della vita.
Quanto di questa casa corrisponde alla reale possibilità di integrare l’ideale nel tessuto del quotidiano, trasformando il sogno in realtà? Oppure, quanto la spinta spirituale è in grado di intrecciarsi in modo proficuo e concretizzante nella quotidianità? O ancora quanto un viaggio alla ricerca di nuove conoscenze e scoperte diventa frutto di vero beneficio e non di fuga verso utopici orizzonti?
La parte della mente che corrisponde a questa casa necessita quindi di essere riconosciuta e sciolta da condizioni ataviche che in qualche modo ostacolano o annebbiano o confondono le reali aspirazioni che in sé stesse hanno lo scopo di integrarci e di evolverci.
La mente superiore va riconosciuta e prosciolta dai contenuti antichi obsoleti o limitanti per mezzo della meditazione indirizzata.


Per prima cosa entreremo in connessione con la dimensione del sole.
Espandendo la nostra coscienza nel sole ci interfacciamo a livello vibrazionale con il sapere sul dna umano e di tutta la natura e con i processi spirituali evolutivi della coscienza  collettiva (e naturalmente anche dei pianeti del sistema solare, ma questo è un altro aspetto).

Entriamo in ascolto del respiro, con gli occhi chiusi.
Facciamo qualche breve respiro rallentando e calmando la respirazione ed i pensieri.
Mentalmente, con atteggiamento sorridente e rilassato, avviamo i propositi di seguito descritti restando concentrati su ogni affermazione per uno o due minuti fino ad un tempo a piacere.

a)Espando la mia coscienza nella coscienza del sole
1) armonizzo la mente con la coscienza solare
2) armonizzo il cuore con la coscienza solare
3) conscio solare purifica il subconscio
4) attivo il rapporto conscio/nona casa astrologica
5) energia divina del sole, purifica la non casa
6)energia divina del sole purifica e sincronizza la mia mente maschile e femminile 
7) energia divina del sole purifica la mente individuale dalle interferenze esterne. (per interferenze si intendono le credenze interiori assimilate dall’esperienza che non sono in sintonia con la propria natura mentale emozionale)
8) attivo la mente profonda e sublime
9) sono nell’anima del creatore, tutt’uno con l’anima del creatore