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martedì 29 novembre 2011

VISHUDDA a.s.d.


IL 26 SETTEMBRE 2011 NASCE VISHUDDA a.s.d.

L'associazione propone attvità sportive per lo sviluppo creativo, mentale, emozionale.
Meditazione per l'evoluzione individuale e meditazioni di gruppo aperte a tutti.
Corsi di arte per la crescita interiore.
Incontri individuali di armonizzaizone e soluzioni di problemi contingenti o di vecchia data.

Programma attività

LUNEDI' 21,00-22,30 - TAI CHI - Luca bettin
MARTEDI' 20,00-21,30 -YOGA INTEGRALE -MYSA CHAKRA YOGA -Silvia Brunasti
GIOVEDI' 19,00-20,30 -HATA YOGA - Francesca Bonin

UNA DOMENICA AL MESE:
MEDITAZIONE APERTA A TUTTI, NEOFITI E MEDITANTI GIA' PRATICANTI
Prossimo appuntamento domenica 11 dicembre 2011 dalle 10,00-12,00 riprogrammazione del karma famigliare dai chakra.


NEWS
MANDALA DEI CHAKRA:Corso di meditazione e pittura spontanea in sette livelli.
GENESI FEMMINILE: Corso di meditazione e momenti di disegno per la donna, in 5 livelli.
ESSERE la via verso Sè stessi, la strada nella felicità: Corso di meditazione per la completa integrazione spirituale nella vita quotidiana, in 12 livelli.
INCONTRI INDIVIDUALI: Trattamenti energetici per la soluzione di problemi contingenti o cronicizzati di qualsiasi genere, durata circa un ora e trenta.


SEDE DELL'ASSOCIAZIONE VIA MIRABELLO 92 TORREGLIA PD
TEL 392 41 51 381 SILVIA

(l'associazione dispone di spazi ancora liberi per nuove attìvità)

giovedì 30 giugno 2011

INSTALLAZIONE DEL 24 GIUGNO 2011, TORREGLIA PD






Presenza femminile, emozioni fluttuanti che giocano nel presente  del tempo/spazio della mente, abbondanza fertile e generosa. 
Simboli e archetipi dello spirito universale che saettano improvvisi oppure si cristallizzano nell'Anima e nel pensiero.
Armonie nate dall' incontro gentile fra maschile e femminile.

martedì 31 maggio 2011

GENESI FEMMNILE

                                  

 
CORSO DI MEDITAZIONE E ESPRESSIONE CREATIVA IN 5 LIVELLI

ARMONIZZARE, INTEGRARE, MATURARE, RISOLVERE CONFLITTI E SOFFERENZA, RIPROGRAMMARE SHOCK E TRAUMI, CONCETTI E CONDIZIONAMENTI, SVILUPPARE LA CREATIVITÀ E LE QUALITÀ FEMMINILI.

A cura di silvia brunasti

 silvia@brunasti.it
 392 4151381

mercoledì 11 agosto 2010

MAIA

 silvia brunasti

Sono la terra, la madre, il polo negativo, l'acqua, l'oscuro, il non riconosciuto, la grande creativa, Maia la divina apparenza, la mente.
Io do' il tono, il colore, il timbro a tutte le cose,
senza di me nulla apparirebbe.
Io invece creo continuamente la vita, ma, nell'innamorarmi di me stessa ho dimenticato di abbracciare il Sole e di ricordare che sono un sogno, bello, bellissimo, ma povero e malato se dimentico della mia Origine.
Mi sono appagata delle forme e dei colori, dei suoni e degli spazi ed ho voluto inventarne di nuovi senza il contatto con l'ascolto del cuore, con l'Amore.
Ho creato forme potenti e possenti ma spesso brutte e disarmoniche perchè non parlano dell'armonia naturale dell'unione tra il cielo e la terra, fra padre e madre e non portano seco nessun anelito all' incontro divino, energia creatrice, (sebbene tutto sia creazione infinita) Origine e fonte di ogni Idea prima ancora che forma.
Povera me son strega incantata nel gelido mondo dei dimenticati da Dio, perchè di Lui dimentica.

sabato 26 giugno 2010

LA MENTE,L'ACQUA,L'ARTE,L'ACQUARELLO


L’acqua, parte fluida della terra penetra ovunque e da nulla si lascia fermare. Nel suo passaggio modifica ogni elemento. Ovunque vada porta con sé le informazioni di ciò che incontra nella sua strada.
L’acqua rappresenta quindi l’aspetto ricettivo, passivo poiché non sceglie cosa portare con sé ed in sé cristallizza e contiene la memoria del tempo.
L’acqua in questo suo accogliere in sé e trattenere si erge a ruolo di bacino di conservazione e di mantenimento.
L’acqua è il potenziale terrestre per il mantenimento delle specie che al momento opportuno con il giusto elemento attivatore mette in moto la possibilità della vita di rigenerarsi, ricrearsi in sempre nuove forme di vita.
Ecco che abbiamo fin qui definito alcune caratteristiche che nel tempo sono state definite, qualità femminili. Si tratta della fluidità, capacità trasformativa, ricettività, cristallizzazione, memorizzazione, conservazione, mantenimento, creatività.
Se pensiamo per un momento alla femminilità espressa nella donna, essa incarna alla perfezione le caratteristiche suddette.
Per mezzo del pennello (attivatore) imbevuto di acqua (elemento neutro) raccolgo il colore (la memoria).
L’acqua ha trattenuto la memoria, le particelle di colore e le ha impresse, tramite il pennello nella carta che diviene il prodotto creativo, opera d’arte.
L’acquarello con l’utilizzo tipico dell’elemento acqua segna macchie e linee sfumate, sfuggenti, degradanti nei toni acquosi fino a divenire anche impercettibili quasi invisibili.
Con questa tecnica proprio perché c’è l’acqua, il colore penetra ovunque nella trama della carta espandendo i suoi contorni tanto da dissolverli.
L’acqua penetra ovunque, incontenibile.
Un fluire continuo di passaggi e macchie di colore che non trovano stabilità e fermezza, solo ascolto del respiro e moto fluente!!
Che ne è stato di quell’immagine solida e perfetta della natura che volevo rappresentare!?
Ho dovuto lasciarmi andare, lasciare andare, respirare assieme all’acqua che ho usato per dipingere e permettere alla mia natura femminile, intuitiva, fluida, passiva, capace di ascolto e di accoglienza di manifestare spontaneamente la creatività perdendo un po’ del bisogno di trattenere, cristallizzare, controllare che faceva parte anch’esso di me.
Ecco che in questa fiducia, in questo abbandono alla naturalezza ho trovato pace nell’esprimermi, gioia e leggerezza infinite!
L’opera finale è il risultato della memoria che spontaneamente si è raccolta nel tempo del fare, per mezzo dell’acqua.!
Il corpo è acqua, il corpo è memoria, la vita terrena è memoria, la mente è memoria.
L’arte ci può insegnare a trasformare ogni memoria in atto creativo, a conoscere la mente e pacificarla!

venerdì 4 giugno 2010

L'ALCHIMIA DELL'AMORE



Osservo e mi lascio ispirare dalla natura, da ciò che vedono i miei sensi pur sapendo che non è lì che giace l’essenza e la Verità. 
Eppure l'essenza e la Verità sono ovunque poiché tutto ciò che appare nello spazio della mente è manifestazione dell'Uno e ne è quindi parte integrante. 
Uso i sensi per produrre pensieri che conducono questa mente alla ricerca di ciò che sta alla fonte dei sensi, alla fonte del pensiero, l’essenza del pensiero.
Vado alla ricerca, osservando la natura di come tutto si integra nell’unità delle parti apparentemente separate, differenti.
Il “cielo” cade come pioggia nella terra e per mezzo del calore del sole opera all’interno della madre feconda (la terra), alchimie interne che la fanno germogliare, fruttare.
Parte dei suoi componenti costitutivi subiscono in queste operazioni, trasformazioni tali che l’acqua scesa dal cielo ritorna ad esso in forma più sottile, come vapore, raffinata, purificata delle qualità terrestri, i minerali, per poi ricominciare il suo ciclo.
Così, semplicemente, la natura nel suo moto circolare e continuo, dall’alto in basso, dal basso in alto, si incontra nelle sue parti unendosi, trasformandosi, rigenerandosi incessantemente producendo sempre nuove forme di vita, di conoscenza.
Il cielo e la terra, l’uno come parte attiva, l’atra come componente passiva vengono per così dire attivati, vivificati dal calore: il sole elemento alchemico che permette alla vita di operare le sue funzioni e mantenere la continuità nell’infinito gioco della natura.
Nell’uomo il processo spontaneo , naturale di nascita dei processi, mantenimento e trasformazione non segue percorsi così naturali ed armonici come sarebbe ovvio che accadesse. Il calore prodotto dal cibo per le funzioni vitali non è armonico poiché il cibo non è naturale. La quiete e flusso naturale del pensiero sono alterati da emozioni non armoniche, sofferenti.
Ecco che la mente con il suo corpo soffre e si ammala,.
Per l’essere umano, il quale obiettivo di esistere è capire chi egli è, la natura in sé stesso deve essere ritrovata, riconosciuta ed infine superata.
Lo yoga  tramite l’utilizzo del respiro porta l’energia del cielo dentro la terra (il corpo, la madre). Le posizioni che si assumono durante la respirazione attraggono l’energia veicolata dal respiro nella parte o parti prescelte generando maggior calore di quello che il corpo genera normalmente. Quest’ultimo scioglie le tensioni interne del corpo, dei muscoli, dei tendini, ripercorrendo a ritroso l’origine mentale/emozionale della tensione, portando quiete emozionale e rallentando il flusso dei pensieri. Il respiro che esce è un respiro raffinato, come il vapor acqueo.
 Privo di cristallizzazioni, più in armonia con l’energia del cielo (il Padre), colmato di amore di accettazione.
Una volta che con gli esercizi la mente ha rallentato il suo brusio interiore, che le contrazioni si sono sciolte, il praticante può allora fermarsi e portare la mente verso il proprio interno, verso la ricerca di Sé, della propria origine, del proprio cielo interiore, riconoscendo il padre e la madre in se stesso, amandoli come se stesso, maturando la consapevolezza di essere padre celeste e terreno, madre celeste e terrena, figlio, cioè unità dei 4, cioè Amore.
La preghiera o meditazione nascono dalla volontà di ritrovare quel senso di appartenenza, di calore, di amore che hanno generato le creature.
Lo stato naturale della mente e dell’intera esistenza universale: Amore manifesto.
L’uomo per mezzo dell’Anima si sintonizza con le vibrazioni universali dell’Amore Divino.
Per mezzo della preghiera l’energia Universale dell’Amore colma l’Anima di se stessa, generando calore e sciogliendo le cristallizzazioni generate da emozioni, esperienze nocive nelle quali la mente si è identificata credendo di essere un corpo singolo, differenziato, credendo semplicemente di esistere.
Le cristallizzazioni emozionali sciogliendosi “evaporano” lasciando l’Anima asciutta e luminosa, Beata.
Possiamo vedere ogni emozione umana cioè non Beata, come umido nell’Anima, come pioggia che richiede un processo alchemico per poter generare trasformazione. Tale processo viene, in questo caso generato dalla preghiera, dall’Amore.
L’Amore è come il sole per la natura, è come l’energia pranica nel corpo dello yogi.



sabato 22 maggio 2010

IL TRE E L'UNO

Come la mente si riconobbe

A causa di tanta sofferenza, di tanto male, fui spinta a cercare il bene e l’Origine del Bene.
Pensiero sempre triste o malinconico, sognante o idealizzante, critico o lascivo, arrabbiato o innamorato, non trovavo mai pace, era una continua altalena, tanto veloce da farmi girare la testa e farmi male.
Quanti pensieri si affastellavano in me mente, le soluzioni e la felicità che la mia natura credeva di volta in volta di aver trovato, tardavano a divenire concreti.
I miei compagni inseparabili erano il corpo e l’Anima.
Nel corpo, il male era insinuato tanto profondamente che non ricordavo nemmeno quando e se ero stato bene, com’era star bene, cos’era il bene. Ero malato.
Il desiderio profondo di pace e di guarigione mi spinse allora a cercare il Bene e la sua Causa Prima che sicuramente si celavano dietro all’abito sgualcito della mia malattia!
La ricerca fu assidua e piena di fede, la volontà ferrea e instancabile.
Tutto questo portò profonda conoscenza delle malattie dei corpi.
Imparai a curarmi e con me anche altri corpi.
L’Anima era lucente e splendente di sua intima natura.
Mi accorsi però che anch’essa nonostante la sua lucentezza naturale, nell’incontro con altri soffriva nei sentimenti e nelle emozioni che la rendevano spesso grigia e cupa creando in me profondi conflitti.
Fu il suo desiderio di pace ad indurmi a cercare il Bene profondo sicuramente celato dietro il velo delle emozioni e dei sentimenti distorti!
La forza innata dell’Anima era la Fede che come cavallo possente la guidava e da quel momento, unitamente alle esperienze vissute in Sua compagnia, maturai profonda conoscenza dei risvolti e delle sfumature dei sentimenti e delle emozioni dell’Anima umana.
Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno il pensare divenne sempre più lucido, semplice e chiaro pur essendo anche curiosamente sempre più abile nel formulare pensieri profondi e complessi essendo divenuto intuitivo e brillante.
Tal volta anima e corpo cominciarono a trovarsi in un tale stato di grazia e armonia che il pensiero, quasi spariva, silenziato e pacificato.
Fu un viaggio lungo e paziente quello della mente ed i suoi tre compagni, possenti destrieri: volontà di pensiero, fede e corpo. L’uno intransigente e mai stanco, l’altro che ad ogni respiro, ad ogni passo rinfrancava i lunghi giorni e le notti dei viaggiatori esalando nuvole di profumi e luci permeando di grazia e bellezza il cammino. Il terzo fedele servitore.
Raggiunsi un giorno una spiaggia dove finalmente decisi di fermarmi, ero arrivata al mare.
Le sue onde si rifrangevano nell’immensa riva e una luce color dell’oro permeava di sé stessa ogni cosa.
Entrai nel mare, io con i miei compagni inseparabili.
Fu un istante….
Ogni esperienza passata e possibile, ogni idea, ogni forma, ogni sentimento, ogni immagine dissolti nel mare infinito. Tutti presenti nella pienezza dell’istante d’Amore eppure silenti, rappresi e infine scomparsi nel silenzio del Tutto, nella pace del nulla.
 Eravamo sprofondati nell’unità e nella profonda pienezza e naturalezza dell’immenso oceano di vita.
Rimase soltanto, ad un certo in designabile attimo la piena consapevolezza di Essere Origine e forma di ogni verità sognata in uno spazio- tempo realmente mai esistiti poiché estinti tutti contemporaneamente assieme al moto del mondo apparso in me mente.
Uscita poi dal bagno mi accorsi che non restava più nessun altro viaggiatore ero io, mente in uno e tutto era in me, né rimaneva alcun viaggio da compiere o luoghi dove andare, avevo trovato il luogo prediletto.
Il mondo riapparse tutto improvvisamente unificato, il visibile e l’invisibile connessi e indissolubilmente legati.
Rimaneva ora soltanto il presente e il presentimento della presenza Assoluta, Originaria.
Rimaneva soltanto l’ascolto, il silenzio, il canto del cuore.
Decisi di restare li, di vivere sulle sponde del mare infinito.

mercoledì 19 maggio 2010

LA MUTA DEL SERPENTE

articolo tratto dalla serie "simboli della natura"

E’ estate, sono stesa su di una sdraio quando d’un tratto scende dall’albero sotto al quale ero stesa un pezzo di pelle di serpente (serpentello). Rimango esterrefatta, non avevo mai visto quegli animali prima d’allora in giardino.
 Nei giorni a venire il fenomeno del serpente continua a manifestarsi mostrandomi un pezzo di pelle vicino all’aiuola, poi, in un altro momento vedo un serpentello scivolare da sotto la piscinetta di plastica verso il giardino vicino, poi ancora ne vedo uno nell’orto, uno nella stradina che porta nella strada principale, ed ancora uno mi capita vicino vicino mentre sto mettendo la bicicletta sotto la scala, sgusciava via impaurito contraendosi in se stesso.
 Stavolta l’ho osservato, ho spostato l’oggetto dietro al quale si era nascosto e l’ho guardato per un po’.  Mai visto serpenti fino a quel momento e d’improvviso tutto un susseguirsi di apparizioni nell’arco di pochi giorni. Ed ero io l’unica ad aver colto la loro presenza! Nessun altro li aveva visti.
Quel serpentello, arcano, antico animale prese forma nello spazio della mia mente. Quando ne parlai ad altri, tutti si spaventarono, eppure quel serpente non aveva nulla di spaventoso. Lui però con quel suo fare sfuggevole, impedisce alla mente di sentirsi stabile, sicura, egli sfugge, non lo si può catalogare, controllare ne tanto meno possedere. La sua presenza si manifesta ma non si lascia imbrigliare da nessuna gabbia. Per questo fa paura. Ciò che non si può possedere fa paura. Inoltre, potrebbe anche essere velenoso!
Ah se così fosse, il suo morso, quando meno me l’aspetto potrebbe paralizzarmi, farmi anche agonizzare, infine potrebbe anche uccidere.
Cadere in preda all’angoscia, alla sofferenza ed essere completamente indifesi. La vita è piena di sorprese e se io mi abbandono completamente potrei rischiare di rimanere ferita e non solo, anche a tradimento, in pieno giorno. Ecco il mistero….
Eppure la sua presenza era dolce, egli era piccolo e sembrava sicuramente innocuo. Ma era ovunque, nel giardino, luogo di bellezza; sotto l’albero, simbolo di vita; nell’orto, dove vi è nutrimento; nella strada che portava nel mondo esterno, il contatto ; sotto la piscina, l’acqua della nascita; insomma era penetrato in  ogni aspetto della mia vita, con dolcezza, facendosi persino notare, ma rimaneva pur sempre il pericolo.
Oh si, dove mi aveva portato il piccolo serpente che stava cambiando muta!? Ecco, proprio lì, mi accompagnava dolcemente a cambiare i vecchi abiti, a riconoscere le paure più nascoste, paure che permeano ogni aspetto della vita proprio per potersi manifestare e per permettermi di…cambiare muta.
Se comprendo che il serpente è specchio della mia mente, la paura diventa conoscenza, e se io trasformo la paura in amore che è pace e naturalezza, allora essa diventa libertà, allora non c’è più bisogno di controllare le situazioni, di tentare affannosamente di possedere o manipolare qualcuno o qualcosa.
Ciò che conta è sempre ed ancora amare, amars-si innanzitutto.
 Se però non c’è fiducia o meglio fede in qualche cosa che si presentisce essere alla fonte della vita, della mente, e che come tale ci spinge ad avere il coraggio di affrontare le nostre paure, fiduciosi che le risorse ci sono pur non conoscendole ancora, allora  ci sarà ancora controllo e ancora separazione e così all’infinito.
 Se invece ci si  lascia andare alla ricerca della propria fonte d’amore riconoscendo che la paura è solo la pelle che cela l’amore al nostro cuore,  ecco che nuove forme pensiero, nuove emozioni, nuovo vivere prendono forma ed il serpente può tornare a srotolarsi dopo essere stato specchio del tuo cambiamento.
Al contrario della paura che isola ora c’è FIDUCIA.
Nella fiducia c’è abbandono, rilassamento, quiete.   
 Nella quiete c’è rivelazione, accesso ai messaggi della vita, conoscenza.
Dietro all’immagine viscida, che incute insicurezza perché imprendibile,
si rivela la vera via di conoscenza dell’uomo, la vera saggezza, che consiste nell’affidarsi all’abbandono dell’ascolto del proprio cuore, delle spinte autentiche e necessarie, nella ricerca dell’Ordine invisibile che permea e che crea la vita,
unica fonte di pace e liberazione.

MEDITAZIONI PER MATURARE LA FIDUCIA
Prego il Sé di dissolvere nell’Amore le cause karmiche del tradimento.-3’-
Prego il Sé di purificare l’inconscio dalla memoria del tradimento.-3’-
Prego il Sé di riprogrammare nell’Amore la paura.-5’-
Prego il Sé di maturare la Fede Reale.-2’-
Prego il Sé di maturare la Vera Conoscenza.-2’-
Le meditazioni vanno eseguite ogni giorno seduti ad occhi chiusi per almeno un mese, con i tempi indicati.

mercoledì 7 aprile 2010

MANDALA DEI CHAKRA




 PERCORSO DI PITTURA SPONTANEA
ASCOLTO COSCIENTE DEL RESPIRO
MEDITAZIONE DI CENTRATURA SUL TEMA DATO
RICERCA DEI MATERIALI
CREATIVITA’ INDIVIDUALE E SPONTANEA
RIPROGRAMMAZIONE DI SIMBOLI E ARCHETIPI NEL FARE PITTURA

Sette incontri sul tema dei chakra (ogni chakra corrisponde ad un aspetto della vita individuale) dove si cerca, attraverso un uso spontaneo di colore e materiale pittorico, respiro cosciente e momenti di interiorizzazione,
 di elaborare ed armonizzare attraverso la creatività spontanea, le emozioni e i concetti riguardo alle tematiche affrontate di volta in volta relative agli archetipi e ai simboli corrispondenti al chakra.
I mandala sono le immagini che emergono durante la ricerca come momento di integrazione e armonizzazione.

Gli incontri sono rivolti a persone adulte, ricercatori spirituali, psicologi, insegnanti, educatori e a chiunque desideri  intraprendere nuove ricerche creative e per migliorare la qualità della vita quotidiana.

lunedì 22 marzo 2010

LA SOGLIA


 soglia
Parliamo del presente.
Siamo qui, ora in quello che la nostra mente definisce e accetta come presente.
 Ma osserviamo meglio, cosa sta accadendo, adesso, proprio ora.
 Dove è il presente? Il tempo che la mente vive la induce a pensare attimo dopo attimo a cosa fare; fra un attimo, fra mezz’ora, fra un ora.
Dove vado adesso, cosa faccio dopo di ciò che sto facendo, i miei occhi vedono il succedersi continuo di immagini una dopo l’altra, momento dopo momento, e così via.
Capisco, dopo questa riflessione che il presente è un illusione, la mente vive di un idea di movimento e continuità, non di presente.
Se però ci portiamo più in profondità possiamo capire con chiarezza che ogni immagine che appare nello spazio della mente si sussegue a quella sucessiva, frazioni di secondo in cui si “accendono e spengono” le immagini, la continuità è apparente, il movimento è apparente.
Eppure la mente individuale vive costantemente, tutta la sua esistenza, dalla nascita alla morte, nella convinzione di continuità, di tempo, di spazio.
Dov’è il presente?
Esiste nella mente la possibilità di cogliere la soglia, passaggio tra uno stato ed un altro. In essa si manifesta il fremito,il profumo, il sapore, il sentimento della mancanza di azione, di accadimento, nell’attimo in cui il tempo torna a vivere:
 Il sentore del presente.
La mente che ha conosciuto se stessa, osservando il proprio moto: nascere, mantenersi, estinguersi, in se stessa, nella propria individualità che è però anche totalità dell’esistere poiché ogni moto nascente in se stessa è tutto il moto possibile, cioè l’intera esistenza universale, senza la quale mente essa non esisterebbe;
 può cogliere gli attimi di alternanza, la soglia fra l’essere nella mente che è divenuta Universo, totalità, Unità ed essere all’Origine della stessa, cioè l’assenza presentita del suo moto vitale, per mezzo della meditazione.
 Nella scoperta del suo “essere e non essere” la mente si placa, si pacifica, approda allo stato naturale dell’Amore che è pace, realizza l’Essenza della Verità.
La mente può percepire questa soglia anche nell’azione (illusoria), quando si abbandona completamente al flusso di ciò che mette in moto, dimenticando il tempo, gli altri, il mondo, le cose, ogni cosa, immergendosi nel fare e "dimenticando" così l’individuo che agisce a favore dell’unione fra il soggetto dell'azione e la cosa che si va realizzando, a favore dell’unità che libera l’umanità dalle illusorie catene dell’io e delle sue esigenze, desideri, bisogni, necessità costanti.
La mente può percepire altresì l'alternanza nell'osservare consapevole e pacifico delle apparizioni della mente in quanto tali, quietando così i sensi dai desideri tiranni, vivendo senza attaccamento ne sognanti aspettative, permettendo l'alternarsi cosciente di nascita, mantenimento, morte/trasformazione delle apparizioni.
Dimenticare se stessi significa in sostanza trovare tutto e l’Origine di tutto, significa trovare Sé Stessi.
Significa trovare Casa, una casa senza pareti ne arredo materiale, una casa di silenzio e pace, di gioia impareggiabile e quiete.
L’architettura più bella perché è quella da cui Tu hai tratto origine, Sei nato e nella quale dimori Eternamente.
Ricorda ogni tanto nel quotidiano pensare dove sei Tu, chi sei, da dove vieni.
Ferma il flusso e abbandona te stesso al Te stesso senza tempo, senza presente, Eterno presente.

sabato 13 marzo 2010

COLIBRI' stupore/amore



articolo tratto da: simboli della natura

Piccolo uccello che vive nei paesi dell’America latina e nelle foreste dell’Amazzonia. La particolarità di questo volatile è data dalla frequenza dei battiti del suo cuore, dieci volte maggiore di quella umana, che fa si che in un solo secondo egli batta le ali 50 volte.
Ancor più interessante però risulta il fatto che questo piccolo uccello del quale esistono qualche centinaio di specie, impollina ben l’85% delle piante esistenti in quei luoghi. Se scomparisse questa specie, nell’arco di tre generazioni non ci sarebbero più piante in amazzonia con le ovvie conseguenze che questo apporterebbe.
Dipingo un quadro (molto spirituale) e inserisco un colibrì.
Il giorno dopo vado al cinema e un marinaio mostra il suo colibrì tatuato nel petto e ne spiega alcune caratteristiche.
La cosa mi stupisce alquanto.
Non avevo mai avuto a che fare con questo uccello in particolare.
 Per me i volatili hanno sempre avuto un significato speciale ma qui si presentava una specie precisa.
Poi quando sono andata a cercare qualche informazione su di lui, tutto di lui era stupefacente perché estremo.
Il suo battito cardiaco, la velocità del battito d’ali, per non parlare poi della percentuale di impollinazione che metteva in atto.
Il mio uccellino dipinto, appare nel campo azzurro e limpido, d’improvviso, solo, che spicca il volo verso l’alto e colgo ora, solo ora, riguardandolo, lo stupore nel vedere uscir fuori dal caos della vita rappresentata nel quadro, il colibrì, sprazzo di libertà, di bellezza, di forza senza limiti, senza vincoli se non quello dell’esistere spontaneo.
  Vivere, spinta connaturata a manifestare l’amore, l’armonia, uscire fuori da caos,  esserci e  continuare ad esserci in essenziale spontaneità, stupendoti nel cogliere l’attimo d’amore che si sprigiona quasi da se.
Allora mi rammento anche del film dove con mio grande stupore  rivedo l’uccellino a rappresentare l’eccessiva velocità di una vita troppo velocemente consumata nell’anelito alla vita (che è amore). Anche il marinaio, colto dalla brama di vivere, si lasciava consumare dall’alcool e dal vizio cercando di ingoiare la vita, di stupirsi ritrovando l’amore perduto nei sogni della mente allontanata dalla sua Fonte, ma che sempre, è spinta a ricercarla, incessantemente nei modi di cui è capace, che spesso soltanto il destino determina, poiché essa non sa, chi è e da dove viene.
Amore in azione,  questa è la parola magica del colibrì che parla dell’amore che con grande stupore rinasce, si snoda, si ricrea incessantemente.
Il colibrì vola con le sue alette tanto veloce da pensare che non tocchi mai terra ed infatti è proprio così, l’amore stupisce la mente lenta e cristallizzata nella quotidianità spuntando “dietro l’angolo” portandoti nuovamente in alto, dentro al cuore, nel fulcro battente del respiro vitale.
 La vita ad ogni svolta ci può mostrare un piccolo colibrì, quando meno te l’aspetti per portare la tua presenza nel qui ed ora, nell’ascolto del battito vitale.
 Nel suo batter d’ali egli forma un 8, simbolo dell’infinito.
In questo spazio mentale colgo e mi stupisco ancora di riscoprire come tutto è unito sotto questo cielo, dove la mia mente e le menti sono un'unica cosa, unica apparizione e di come la vita torni sempre ad essere feconda, immensamente feconda, infatti lui nel suo succhiare il nettare incessantemente, sparge nettare ovunque fecondando la vita ad ogni suo passaggio. Nutrirsi di vita, attaccamento alla vita di una mente agitata che segue il proprio destino inconscia. Oppure conoscenza della mente nell’azione del vivere, e in quest’esperienza  provare emozione, emozione nascente dall’amor stesso e spontaneo di vivere, di esistere e di qui il bisogno spontaneo della mente di donare vita a sua volta, di amare , di condividere e perpetuare questo amore, comprendendo che amando sei uno, che ogni amore (uomo/mente individuale) è lo stesso ed unico amore che vive se stesso nella mente di ogni individuo. L’amore solo genera  e mantiene la vita, la sua continuità, la sua unità. (L’Amore è l’idea perfetta della mente utile a trovare la pace che dissolve la mente stessa ricongiungendola alla sua Origine).
 Allora lo stupore riappare e riempie il mio cuore innamorato di vita.
 Mi stupisco della voglia che ho ancora di vivere, mi stupisco della bellezza, dei sogni, del bisogno della mente disordinata di ritornare all’ordine naturale, che è amore, alla pace, che è amore, alla bellezza, che è amore. Comprendo che se non smetto di amare, anche nel mare in tempesta, un giorno di sole porterà, SEMPRE un colibrì a dialogare con il tuo cuore, stupendoti.
Infine realizzo in quest’immagine veloce e sfuggente del colibrì, la sostanza illusoria delle immagini della mente.
 Comprendo con tutto il mio essere la natura sognante dell’apparizione del mondo.
Comprendo che anche l’amore è soltanto il sogno più bello, un pixel splendente che si accende insistente perché il più naturale, nelle forme pensiero. Oh si vedo il sogno dell’amore, vedo il sogno della vita, vedo il senso gratuito dell’infinito esistere, vedo Me (Anima) di ritorno a Casa, Me Creatore di un mondo d’Amore.


venerdì 8 gennaio 2010

LASCIARSI AMARE


L'argilla rimane sempre, completamente se stessa,
eppure
si concede completamente lasciandosi plasmare e trasformare profondamente.
E' come lasciarsi amare
concedersi all'amore che trasforma l'anima, 
le abitudini e persino l'aspetto.
Eppure
rimani sempre te stesso e a differenza dell'argilla che non lo sa,
concedendoti all'amore
tu scopri chi sei veramente.

domenica 27 dicembre 2009

L'ALBERO CREATORE E IQUATTRO RAMI DELLA POVERTA'






C’è un albero al centro dell’universo, esso ne è parte e ne è anche il creatore.
Le sue radici si intrecciano ovunque abbracciando tutti i mondi visibili e invisibili ed i suoi rami, le sue foglie, fiori e frutti sono le storie di questi mondi.
Fra questi rami ce ne sono quattro che appaiono oggi secchi e brutti, sembrano fantasmi avvolti nella nebbia e le quattro radici da cui traggono la loro linfa sono anch’esse purulente e deboli. Sono i rami della povertà.
All’inizio non era così, questi furono i primi 4 rami da cui tutti gli altri poterono trarre linfa vitale e crescere.
Il primo ramo è l’immagine riflessa della prima radice ed è la povertà di spirito:
quando l’albero vide sé stesso la prima volta se ne rallegrò beandosi e compiacendosi del suo aspetto, così facendo dimenticò chi fosse e da dove venisse.
Credètte di essere l’unico e indipendente dagli altri. La nebbia dell’illusione lo avvolse separandolo (apparentemente) dal resto. La sua radice si indebolì attirando ogni sorta di demoni ingannatori.
Così fu povero in Spirito.
Il secondo ramo è l’immagine riflessa della seconda radice ed è la povertà di pensiero: l’albero “separato” dalla sua Fonte originaria, vide solo le apparenze; il mondo invisibile, l’Essenza, poco a poco gli divennero inaccessibili, così credètte che tutto si limitasse alle cause ed agli effetti di ciò che vedeva e sperimentava con mano.
Creò interminabili teorie complesse e senza via d’uscita.
 Le sue idee, pensieri labirintici e mutevoli come i giorni che si susseguivano.
Così il ramo si indebolì al peso dei pensieri e fu avvolto dalla nebbia.
La seconda radice si indebolì ed attirò a sé ogni genere di demoni folli.
Il terzo ramo è l’immagine riflessa della terza radice ed è la povertà dell’Anima:
a causa dei demoni folli che avvolgevano la seconda radice, la terza, ad essa strettamente connessa, ne fu completamente intaccata. Il terzo ramo allora, produsse emozioni distorte di rabbia, odio, rancore, violenza ed ogni sorta di aberrazione emotiva.
Il povero ramo in preda al panico si chiuse in sé stesso pensando che chiunque avrebbe potuto ferirlo vedendo negli altri non più amore ma solo cupe emozioni, emozioni che in verità nascevano in lui, ma questo lui non lo sapeva.
La terza radice si contorse a tal punto in sé stessa da rendersi invisibile. Fu avvolta dagli spiriti dell’oscurità che in una macchia nera la celarono alle altre.
Il quarto ramo è il riflesso della quarta radice ed è la povertà materiale: quest’ultima era rimasta separata dalle altre perché la terza era riavvolta in sé stessa e oscurata.
La radice credètte allora di essere sola e isolata.
Il ramo non diede più fiori né frutti e pensò così di rubarli, ma ogni volta che veniva in possesso di qualcosa, questa si mostrava fragile e di breve durata, talvolta addirittura inutile.
Ogni sua azione fu volta da allora a inventare le astuzie più grandi per avere sempre di più poiché tutto gli sfuggiva di mano.
I fiori appassivano e non crescevano i frutti. Il ramo fu avvolto dalla nebbia.
La quarta radice si impoverì a tal punto da sembrare morta per sempre; solo gli spiriti delle anime prigioniere vi dimoravano.
L’albero creatore a quel punto non si vide più bello e colto dallo sconforto si mise a piange e piangere, imprecando, inveendo contro tutto e tutti cioè contro ogni sua creazione e contro sé stesso, ma anche questo lui non lo sapeva.
Poi si sentì vittima di un destino malvagio e la rabbia si trasformò in vittimismo, ma non accadde nulla, anzi si vedeva sempre più brutto.
Le aveva provate tutte: aveva creato interi universi eppure infine si sentiva immensamente solo e inutile.
Solo allora in lui accadde qualcosa.
Dal cielo infinito un enorme saetta improvvisa si scagliò sull’albero spezzando definitivamente ogni forma presente e sconvolgendo “l’ordine” costituito.
L’albero stremato e tremante si chiese: “CHI SONO IO, PERCHE’ SONO QUI, DA DOVE VENGO?”
In quell’istante dalle macerie del suo mondo frantumato cominciò a gorgogliare dolcemente una piccola fonte di acqua fresca e limpida che irrorò le radici portando nuovo nutrimento. Le radici espansero la nuova linfa vitale su dal tronco giungendo ai quattro rami che illuminati dalla luce fulgènte fecero germogliare nuove foglie, fiori e frutta.
Il lampo accecante improvvisamente si spense. Tutto scomparve per qualche istante eterno. E fu il silenzio. Quando poi la luce tornò, il mondo riapparve e l’albero improvvisamente vide tutta la sua creazione come fosse in un sogno, un sogno bellissimo pieno di Bellezza e amore dove apparivano forme luminescenti che andavano e venivano leggere e veloci. Ad ogni suo pensiero d’amore e gratitudine fioriva un nuovo fiore e altrettante immagini evanescenti e bonarie.
Chiuse gli occhi un istante e fu di nuovo il silenzio, li riaperse e l’universo riapparve.
ERA UN GIOCO INFINITO E GRATUITO!!
Era un sogno meraviglioso!!! Ed era il “momento” di buio, dove più nulla appariva, dove nemmeno lui sapeva più di essere, che gli dava quel nutrimento, quella forza per creare quell’universo d’amore e bellezza e per comprenderne finalmente il senso

venerdì 11 dicembre 2009

ESSERE NELLA PRESENZA, CON HARA E CORPO ILLUMINATO

Quando camminiamo per strada o ci muoviamo in qualsiasi ambiente, la mente si proietta automaticamente nelle cose da fare, in ciò che i sensi percepiscono.
Il frastuono di pensieri che si genera nasce dalle proiezioni inconsce della mente che divengono sostanza negli oggetti stessi della percezione.. 
La qualità del pensare è però spesso lontana dalla quieta osservazione ed ascolto presente e con essa anche il rapporto di naturale empatia con la natura e con l'essenza animica della vita.
 Il vivere quotidiano è spesso un frastuono stressante e stancante che brucia energia vitale senza coltivare consapevolezza..
Tutto è proiezione "all'esterno", un esterno che si snoda inconsciamente da sé seguendo le vie spesso disarmoniche del karma individuale.
Se allora portiamo, durante le nostre azioni quotidiane, l'attenzione al centro hara che si trova nel basso ventre, con il suo centro nella colonna vertebrale, collegandoci così alla nostra energia originaria, quella che genera il nostro corpo fisico; entriamo immediatamente in uno stato di radicamento e presenza nel corpo sviluppando forza ed energia sempre rinnovate ed armoniose.
Contemporaneamente ci colleghiamo, mentalmente, al nostro Corpo Illuminato, quella struttura vibratorio-energetica che si è costituita al momento del concepimento dall'attrazione delle vibrazioni universali dell'Amore Infinito.
 (per maggiori informazioni sul Corpo Illuminato vedi l'articolo sul sito "alla ricerca della reale identità" di Andrea Pangos).
Il Corpo Illuminato porta la mente a quietarsi, rasserenarsi, attivando in noi il contatto con le vibrazioni Divine, che armonizzano l'Anima, sviluppando emozioni di gioia, felicità e consapevolezza.
Così riuniti fra cielo e terra, il nostro incedere quotidiano entra in armonia con il Tutto, dandoci la consapevolezza della nostra presenza come Fulcro e Totalità della vita.
A quel punto le emozioni ed i pensieri distorti si sono armonizzati e la vita ci viene incontro nella calma dell'azione/non azione della Naturalezza.



giovedì 26 novembre 2009

CONSAPEVOLEZZA

La musica che si mette in atto, la nuova musica che si esegue con la riprogrammazione del karma (come dice Denis nell'articolo scritto sotto) suona la melodia naturale dell'universo, il canto libero e leggero dell'Amore Infinito, la spontanea Consapevolezza che si accende in ogni istante di vita vissuta, la libera e spontanea creatività della mente che è si, individuale, ma al contempo unificata e quindi Globale. Riprogrammando il karma e conoscendo così sé stessi, il Tutto e l'Origine in Sè, la mente ritrova il suo stato di pace e gioia naturali.

IL DNA è IL TRASDUTTORE DEL KARMA NEL PIANO FISICO

Al concepimento viene generata una nuova mente individuale che automaticamente carica in memoria un karma da eseguire.
 Il karma è quindi il "programma" della vita di una mente/uomo sulla terra. Il karma di per sé stesso è inerte è la mente che lo attiva e lo esegue.
 Esattamente come un disco musicale: il disco memorizza le informazioni sulla musica, ma senza un giradischi rimane inerte e non emette nessun suono; è il giradischi che trasforma le informazioni in musica e che quindi le rende vive.
Il disco è il karma, il giradischi è la nostra mente individuale che esegue il karma durante tutta la nostra vita.
Quando si muore, la mente individuale cessa di esistere ma il karma ritorna alla sorgente per essere utilizzato nuovamente da una nuova mente individuale.
(quando il giradischi si rompe posso sempre ascoltare il disco in un nuovo giradischi che suonerà la stessa musica).
Ecco da dove si genera il falso concetto della reincarnazione: dal fatto che il nostro karma viene "eseguito" indefinitamente in quanto non viene distrutto con la fine della mente individuale.
Meditare per riprogrammare il proprio karma, significa modificare il programma che la nostra mente individuale ha adottato per la propria vita, mentre lo sta eseguendo, significa riscrivere il disco musicale con una nuova musica differente mentre il giradischi lo sta suonando.

Articolo di DENIS TORRESAN, vivente, giovane, con una mente di qualità.

lunedì 16 novembre 2009

IMMAGINI


Il pittore qui rappresenta un corpo dalle fattezze giovanili e nel riflesso sullo specchio un immagine non così giovane.
Di chi è quel riflesso, è l'immagine del volto di quel giovane corpo se anch'esso è immaginato nella mente del pittore?
Dov'è il volto reale?
Esiste veramente?
O è il riflesso che appositamente invecchiato ci dice che ogni immagine è un istantanea è un gioco gratuito, inconscio, nell'ambito dell'apparizione del mondo nella mente!
Mente senza soggetto.
Apparizioni che suonano la melodia della gratuità dell'infinito esistere.

TESTIMONIANZA






La rappresentazione di Maria col Bambino si verifica nella mia mente; essendo questa l'origine del mondo che in essa appare ne è anche il contenuto.
Maria appare in me e con essa l'artista che l'ha creata, egli stesso mia creazione, ed anche ogni altro testimone dell'opera.
Tutto si esterna da me (mente) ed in me si riassorbe e dissolve unificando l'esistenza nella sua origine, la mente.
Il contenuto di questa rappresentazione è Amore, Pace e bellezza; non vi è altro mondo al di fuori di questo.
Tale Pace e Bellezza estinguono in sé anche il testimone stesso a favore della pura testimonianza.

venerdì 6 novembre 2009

ORSO


ARTICOLO TRATTO DA : SIMBOLI DELLA NATURA
Orso è l’animale pauroso, dalla forza bruta, dove apparentemente non è manifesta anche la Bellezza che è espressione della parte spirituale incarnata nella materia, ma solo forza fine a se stessa, è il solitario che sta bene lontano da tutti o al massimo con la sua famiglia.
Nel mio sogno, scappavo lontano dall’orso, lontano il più possibile…. Ma da cosa fuggivo? Fuggivo dal confronto con me stessa, con quella parte della mia forza che è stata a lungo giudicata e che quindi rifiutavo!
Ero stata aggressiva, egoista, talvolta insensibile perché avevo sofferto, così mi difendevo reagendo, colpendo, ferendo, con quella forza che mi caratterizzava.
Quell’orso era una maschera. Naturalmente era la mia maschera per reagire agli attacchi della vita, era l’istinto di sopravvivenza dell’ego.
Quella voce che mi chiamava orso, mi disturbava assai, suonava come una nota stonata perché io sapevo che dietro c’era la Bellezza.
 Poi, nel tempo capii che l’orso era solo il fratello adombrato della forza creativa, della grinta della lungimiranza.
 L’altra faccia della medaglia.
Sapevo che l’orso mi donava la capacità di cavarmela da sola nel silenzio del mio mondo interiore, spirituale e profondo come la sua tana nelle montagne inondate dal padre sole.
L’orso rappresenta quella persona che con saldo legame con la terra-madre e grande forza d’animo e amore naturale per la vita, in quella semplicità  e saggezza che è totale unità con il creato e amore per Dio adempie al suo compito di uomo, padre , madre, lavoratore, qualsiasi cosa intraprenda è caratterizzata da quella profondità interiore e forza che lo portano fino in fondo in quelle lunghe imprese della vita, dove è richiesta pazienza, profondità,  saggezza, fiducia e lungimiranza.
Quando quest’orso si arrabbia perché inespresso, immaturo, frustrato e quindi incapace di amore di se, allora eccolo trasformarsi in forza bruta, egoismo, isolamento.
Così capii che la forza bruta si trasforma nella capacità di tagliare con forza e decisione, proprio come una zampata d’orso, i legami, le situazioni che non hanno più senso di essere, in seno alla forza piena di fede e profondo amore, nelle lunghe strade della vita.

venerdì 2 ottobre 2009

LA MENTE SI SPECCHIA NELLA NATURA

Quando ci perdiamo a contemplare l'infinità dell'universo nello spazio e nel tempo e meditiamo sui mille e mille secoli passati e futuri, oppure quando il cielo stellato ci discopre alla vista della realtà di innumerevoli mondi e la nostra coscienza è penetrata dall'immensità dell'universo, noi ci sentiamo rimpiccioliti come minuscoli atomi: come individui, come corpi animati e come fenomeni passeggeri della volontà abbiamo la coscienza di svanire e di dissolverci nel nulla come una goccia nell'oceano. Ma al tempo stesso, contro questo fantasma del nostro nulla, contro una impossibilità così menzognera, si eleva in noi la coscienza immediata che tutti questi mondi non esistono che nella nostra rappresentazione, e non sono che modificazioni del soggetto eterno della conoscenza pura; che tale soggetto è proprio quello che noi avvertiamo d'essere non appena dimentichiamo la nostra individualità; e che quindi noi siamo il sostegno necessario e la condizine sine qua non di tutti i mondi e di tutti i tempi.
ARTHUR SCHOPENHAUER

martedì 15 settembre 2009

IL COLORE






Il colore, vibrazione luminosa è una lente di ingrandimento attraverso la quale interpretare alcuni processi della mente.
La luce in azione si rifrange nella materia ed in questa attrazione- contatto e sfregamento si genera il colore quale è visto dai nostri occhi ed è energia che provoca in noi emozioni.
Il colore è espressione dunque, di un momento di fusione, unione fra luce e materia per mezzo dell’azione nel moto della luce stessa e della vibrazione stessa della materia.
I colori della natura partecipano della nostra sensibilità su piani sottili, emozionali.
Ogni colore manifesta un processo differente dall’altro andando a stimolare distinte percezioni sensoriali e quindi differenti risposte emozionali.
La loro interpretazione assume di conseguenza anche significati che entrano a far parte del vivere quotidiano, rispecchiando il piano individuale emozionale in ogni uno.
Il colore, quella particolare meravigliosa espressione che riempie tutto il creato, risveglia nell’uomo sentimenti che possono stimolare e riequilibrare il piano emozionale riportando le vibrazioni individuali ad armonizzarsi con la vibrazione spontanea ed armonica della natura, apportando quiete e benessere.
La nascita del colore in natura si può definire come il manifestarsi in senso energetico delle vibrazioni universali della luce, attraverso lo strofinio della stessa nella materia, esprimendo in tal modo la continuità infinita dell'infinito esistere.
Il colore manifesta la volontà intrinseca della vita di continuare a mantenersi e le modalità si attuano nell’incontro degli opposti: vibrazione e materia, cielo e terra (che generano nuova energia), così come maschio e femmina ( generano il figlio), acqua, terra e fuoco ( generano la natura) ecc. quando cioè una cosa si rispecchia e si fonde in un altra in un azione creativa che manifesta armonia e bellezza (espressione armonica dell'universale nell'individuale).
Il colore manifesta la bellezza cioè l’armonia di questo perpetuo incontro creativo.
La spontanea perfezione delle espressioni dei fenomeni nella natura induce uno stato di rilassatezza mentale-emozionale, di dissolvimento delle abituali cristallizzazioni di pensiero.
La mente, espressione energetica originata anch'essa in seno alle vibrazioni universali ricerca sempre il suo originario stato di serenità e naturale-armonica creatività.
Nella natura essa trova uno specchio efficace dove rinnovare naturalezza , bellezza ed armonia di pensiero.
Non è necessario possedere un colore per ammirarne la smagliante bellezza e goderne beatamente, non nasce quindi attaccamento né aspettativa alcuna.
Vi è semplicemente ammirazione, candido stupore, piacere.
Ecco dunque che il colore risulta essere uno spontaneo richiamo al rinnovamento della naturale Fonte d'Amore in se stessi, amore che è pace, poiché dove non vi è desiderio di possesso vi è pace.
Al contrario ogni desiderio porta con sé mille altre necessità, le quali impediscono alla mente di manifestarsi nel suo flusso spontaneo e creativo per cercare invece di raggiungere gli obiettivi desiderati i quali, nascenti spesso dalla mente inquieta perché non consapevole, risultano essere spesso obiettivi non qualitativi..

INTERPRETAZIONE DEI COLORI

FUXIA: Colore dell’amore, colore del cuore, colore dell’anima, delle emozioni. Risveglia a livello psichico sentimenti di gioia e partecipazione, accende lo sguardo e stimola al gioco. Fuxia, il gioco del cuore, lo scambio d’amore gioioso, la sensualità il bacio.
Tenero e caldo abbraccio zampillante di gioia. E’ l’amore universale che si incarna nelle cose terrene, soprattutto nell’amore fra le persone. Nei sentimenti nutriti e non repressi . E’ espressione, vita innamorata in azione. UNIONE

GIALLO: Colore sublime, forza di carattere ,PRESENZA. Il giallo incarna la presa a terra, la consapevole audacia. Risveglia sentimenti di stabilità emotiva, di presa di posizione. La luce gialla irradia, riscalda e nutre la natura. Gialla è una strada sicura.

BLU: Confonde le idee, disperde, immerge nelle profondità psichiche, NASCONDE. Blu anela all’infinito ma non lo sa . Blu è il cielo notturno, nulla vi appare ma miriadi di stelle si accendono come mille pensieri e desideri. Blu è il tempo senza fine, non si intravede il futuro. Blu è il viaggio lontano nel sogno. Blu giace nell’ombra che ognuno proietta di se, nelle cose non dette, nelle verità nascoste ma amate. Blu è il riposo necessario, occhi chiusi nel sonno per ritrovare nuova forza rigeneratrice e chiarezza. Blu esiste soltanto nel nostro bisogno spesso represso di sfondare le barriere del sogno. Blu è il bisogno di stabilità emozionale.

AZZURRO: La scoperta, il sogno svelato, chiarezza e capacità di intraprendere un azione.
Azzurro è leggerezza nel fare, atteggiamento lucido e comunicativo.
Azzurro vibra di leggera dolcezza in natura e ispira sentimenti di grazia, dolcezza e tenerezza.
Azzurro è il cielo diurno che porta allegra serenità e freschezza.
Azzurro per ciò è il colore del bimbo.
Azzurro è il colore del pensiero ispirato, illuminato dal lampo dell’intuizione, della CONOSCENZA .Intelligenza attiva, intuitiva. Nell’azzurro le cose del mondo sono vissute con consapevole distacco e semplice partecipazione.

ARANCIO: Sagacia, MATURITA’, attenzione vigile.
Arancio è una forza trainante che avvolge e coinvolge. Arancio è la forza di un leader. La sua luce vibrante è inebriante e trasporto in un estasi di luci, profumi e richiamo al divino. L’arancione dissipa i dubbi, mette in contatto con il Sé che giace assopito nelle profondità psichiche. Arancione, nel suo richiamo al lontano, alla luce solare, risveglia il bisogno di verità.

ROSSO: Colore della materia
Percuote, risuona, richiama, accentua il richiamo.
Non c’è scampo di fronte al rosso. Ogni essere lo vede e lo sente, lo tocca, se può lo annusa, se è il caso lo vuole.
Rosso è un potente ammaliatore. Nella terra non ce n’è uno con il suo potenziale di attrazione, impossibile non notarlo.
La sua vibrazione è così vicina a quella corporea!.
Per contro, non rimanda ad altro che a se stesso, alla sua smagliante bellezza. E’ il colore della superficie, dell’azione infinita, senza pausa ne un vero scopo.
Vibrante di suono incantatore, può indurre in inganno chi non sa guardare oltre l’apparenza.

VERDE: Respira con me, ogni cosa respira nel vuoto che intercorre fra una cellula e l’altra. Il verde riposa, rilassa, calma, rasserena. Il verde è naturale EQUILIBRIO senza eccitazione o passione eccessive. Il verde induce ad immergersi nell’umido, nell’acquatico, in ciò che di femmineo e passivo è in noi. Un po’ ambiguo perché sconosciuto e sfuggevole, proprio come l’acqua, imprendibile. Il verde non sai mai veramente cosa voglia comunicare e dove ti voglia portare, ma è certo che ovunque ti porti, sarà sempre in un luogo che sta dentro di te, più o meno profondo, dipende dalla tua capacità di analisi e dalla tua sicurezza, per lasciarti andare. Ma è un gioco che vale sempre la pena di fare. Seguendo il ritmo del respiro, ti porterà nel cuore della tua verde giungla interiore. (terapia)

VIOLA: Campanelli, violini, suoni acuti, vibrazioni celesti. Corri in seno al vento cosmico. Viola ti porta nei cieli multicolori, iridescenti di tutto lo spettro scomposto in miriadi di frammenti luminosi.
Viola, il colore dei sentimenti, il colore delle ASPIRAZIONI, il colore della preghiera, colore dell'infinita creatività. Viola è anche un sentimento di seria partecipazione, di sottile ascolto, di sensibile ma decisa direzione. Viola non è allegria ma nemmeno tristezza, viola è essere dentro all'energia intuibile e percepibile solo dalla psiche e dall'anima. Indossare viola indica il cammino scelto volontariamente verso il ritorno, verso la ricerca.

MARRONE: Opposizione, ricerca di ciò che è perduto sotto la dura scorza . Staticità, precarietà, malattia, sembra non esserci strada percorribile. Sotto il manto rigido e piatto, sotto le rughe solcate del tronco o di ciò che soffre, si oppone e fluisce il vivente. Lo sguardo non indaga, aspetta e accetta il suo stato, egli sa che tutto comunque , è, sotto l’apparente silenzio del cuore. Marrone riscalda dal freddo invernale, rannicchiato nel letargo della mente, attende e lentamente scorge una calda gialla luce filtrante tra i corpuscoli oscuri: è la luce del ritorno al presente. Marrone è SPERANZA contenuta nello stesso vivere: ciò che appare non è, ciò che sembra spento al suo interno è acceso e al momento opportuno risplenderà. Marrone mette in pace con se stessi, nell’accettazione e consapevolezza che la vita è costante opposizione di luce ed ombra.
Con questo colore la mente trova nel raccogliersi in se stessa, auto-riflettendosi, le proprie radici terrene. Ancoraggio, radicamento, stabilità interiore, forza per affrontare la precarietà.

sabato 12 settembre 2009

QUADRIFOGLIO fortuna o amore di sè


articolo tratto dalla serie "SIMBOLI DELLA NATURA"

Per tutti trovare il raro quadrifoglio è come giocare a far parte ancora del piano della natura, dei suoi segni, dei suoi significati. Parlo di gioco perché oramai nessuno più ascolta la natura, o quasi nessuno, eppure tutti ne siamo parte integrante. Resta di fatto che il bisogno di senso, di significati, di punti d’appoggio e di ancoraggio è e rimane il grande retaggio della mente umana imbrigliata nell’identità individuale e per ciò insicura e fragile. Ecco che allora incontrare nel cammino il quadrifoglio è come trovarsi davanti ad un dono, un segno, la risposta ad una speranza che entrerà a far parte delle risposte esistenziali.
Per mezzo di questo piccolo fiore, questo risvolto della natura, Tu, la tua parte intuitiva dici a te stesso: Ascolta, sei presente? La vita è qui oggi per te ascoltane il respiro, l’alito, e non volare via. Sii presente.
Il quadrifoglio in natura, manifesta infatti, un processo di conservazione, di continuità. La pianta originale è composta di tre foglie e di tanto in tanto qua e là ne aggiunge una: ed ecco il quadrifoglio.
In quell’ istinto di moltiplicazione, la natura tramite il quadrifoglio esprime e conferma la sua volontà di sopravvivenza, di solidità. Essa dice: ci sono e voglio rimanere. Quando non ci saranno più quadrifogli, anche il trifoglio si estinguerà, si , perché la perfezione del tre (Sapere, Amore, Potere Creativo), manifesta nel quattro la struttura, la materia, la solidità, l’architettura, di conseguenza asserisce, puntualizza l’istinto conservativo. Non è questo dunque un processo evolutivo inteso come trasformazione dellaspecie ma sostanzialmente conservativo di una specie, la perfezione diviene forma.
Inoltre, le quattro foglie sono suddivisibili in otto: alcune specie di quadrifogli presentano in ogni foglia un suddivisione alla loro sommità in due semicerchi. Ebbene il numero otto, oltre a rappresentare l’equilibrio, simboleggia anche l’infinito.
In questo senso, questo aspetto della manifestazione del quadrifoglio sul trifoglio è necessaria alla continuità infinita (e per infinito intendo creazione infinita) nell’ambito della conservazione della specie.
Ah, quanta voglia di esserci, di esistere c’è in un quadrifoglio!!
Questa pianta è inoltre altamente curativa, sia per animali che per l’uomo, per l’apparato digestivo, più precisamente l’intestino, sede delle energie primarie, fondamentali, dell’elemento terra (la struttura, madre natura).
Il quadrifoglio se ingerito “si prende cura dei suoi figli”.
Questa pianta è simbolo innegabile della volontà di continuità e persistenza della vita sulla terra, di amore e cura per questa esistenza.
Il nostro piccolo quadrifoglio ci riporta alla forza della mente che ostinatamente vuol mantenersi compatta e solida, regina di ogni scelta ma che per far questo necessita di cura e amore, di contatto reciproco, di rapporto, di scambio vicendevole, di ascolto, di attenzione, di sensibilità insomma. Se la nostra attenzione ci ha condotto al quadrifoglio potrebbe anche portarci a nutrire in noi la riconoscenza per la semplicità e gratuità con cui la vita mostra attraverso piccoli segni, messaggi più profondi quale ad esempio quello dell’unità, messa in atto nello scambio reciproco, fra il tutto (mondo, natura) e le sue parti. Maturare in noi quella cura e quell’amore, quella semplicità e sensibilità, potrebbero condurci a sciogliere parte del bisogno di solidità e di sicurezza, poiché nell’amare abbiamo amato noi stessi, amandoci ci sentiamo a casa, la casa che si trova in noi e la fragilità e la sensibilità non sono più un pericolo bensì la forza che ci porta a crescere. Se analizziamo più a fondo e ci chiediamo dove e a chi è apparso il quadrifoglio, la risposta ci conduce inevitabilmente alla mente. Il piccolo fiore è apparso in noi perché noi stessi con la sensibilità che ci è propria, l’abbiamo visto, l’abbiamo notato, l’abbiamo manifestato. Si la mente come parte della totalità e come mente individuale per sua natura innata, in quanto nata dalla totalità stessa ambisce a ritrovarsi, ad auto riconoscersi come parte integrante del tutto ed a ricongiungersi alla sua fonte, quindi ad evolvere, perché evoluzione significa reintegrazione delle parti, nell’unità primaria. L’evoluzione, al contrario di ciò che si potrebbe pensare non è uno srotolare nel tempo e nello spazio la matassa delle esperienze bensì involvere lo spazio-tempo verso l’interno per ritrovare l’origine del manifesto. Ecco quindi che nel quadrifoglio inconsciamente abbiamo creato il segnale per riconoscere alcuni segmenti della nostra mente, alcune qualità già insite in noi stessi che noi abbiamo chiamato fortuna proiettandole negli eventi temporali del vivere.
E’ l’amore di sè che ti spinge a creare i quadrifogli, è la voglia di continuare ad esistere, ad amare, a crescere che genera la così detta fortuna. E’ l’energia del mantenimento esplicata nel quattro che dice si, voglio esserci, voglio continuare ad esistere.
P.S.
Nelle immagini che rappresentano Maria, madre di Gesù viene sempre rappresentato anche il simbolo del quadrifoglio. La Madre Divina viene vista e pregata da chiunque per le qualità di benevolenza, aiuto, guarigione, Grazia, sostegno, perdono, tenerezza, e infiniti altri appellativi che tutti riportano alla volontà di vivere, di mantenimento dell’Amore Infinito Autore della manifestazione, nelle sue qualità migliori.